EMATOLOGIA

LYMPHOMAS — Giugno 2026

DATI DI SICUREZZA E PRIMI DATI AGGREGATI DI EFFICACIA DELLO STUDIO DI FASE 3 POLAR BEAR DEL NORDIC LYMPHOMA GROUP IN PAZIENTI ANZIANI O FRAGILI CON LINFOMA DIFFUSO A GRANDI CELLULE B: R-POLA-MINI-CHP VERSUS R-MINI-CHOP

Mats Jerkeman et al.
Lund University, Lund, Sweden
Introduzione
  • Per i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), la sopravvivenza globale (OS) è migliorata in modo sostanziale nell’ultimo decennio. Un’eccezione è rappresentata dal gruppo di pazienti di età superiore a 80 anni, che costituisce anche una quota crescente dei pazienti con DLBCL a causa del cambiamento demografico verso una popolazione progressivamente più anziana.
  • Un trattamento efficace e sicuro per questa popolazione rappresenta un evidente bisogno clinico ancora insoddisfatto.
  • In questo studio randomizzato di fase 3, gli autori hanno valutato la tollerabilità e l’efficacia di Pola-R-mini-CHP come trattamento di prima linea per pazienti anziani o fragili con DLBCL, confrontandolo con l’attuale standard terapeutico, R-mini-CHOP.
  • Si presentano qui i dati di sicurezza relativi ai 300 pazienti inclusi nello studio, nonché i dati di efficacia aggregati tra i due bracci di trattamento, comprese le analisi nei sottogruppi.
Metodi
  • Pazienti con nuova diagnosi di DLBCL, di età >80 anni oppure di età compresa tra 75 e 80 anni e fragili secondo una versione semplificata della Comprehensive Geriatric Assessment, sono stati randomizzati 1:1 a ricevere il trattamento standard per questa popolazione, R-mini-CHOP (Braccio A), oppure un regime sperimentale, Pola-R-mini-CHP (Braccio B), nel quale la vincristina è sostituita da polatuzumab vedotin alla dose di 1,8 mg/kg al giorno 1, entrambi per 6 cicli.
  • La dimensione del campione è stata calcolata sulla base di un hazard ratio (HR) target per la sopravvivenza libera da progressione (PFS) pari a 0,64; il numero totale di eventi necessario per raggiungere una potenza statistica di almeno l’80% con un errore di tipo I α=0,05 è pari a 158.
  • In questo report è stato riportato, per ciascuna categoria di evento avverso, il grado massimo osservato secondo i criteri CTCAE v5. Il cut-off dei dati è stato il 31 agosto 2025.
Risultati
  • Tra agosto 2020 e giugno 2025 è stato completato l’arruolamento di 300 pazienti provenienti da 55 centri in Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Italia, Australia e Nuova Zelanda, con 150 pazienti per ciascun braccio.
  • Quarantotto pazienti (16%) avevano meno di 80 anni ed erano stati inclusi per la presenza di fragilità. L’età mediana era di 82 anni. Venticinque pazienti (8,3%) presentavano un performance status pari a 3. Il follow-up mediano attuale è di 14,8 mesi.
  • Al momento dell’analisi si erano verificati 85 eventi, dei quali 35 decessi rappresentavano il primo evento osservato. La sopravvivenza libera da progressione (PFS) aggregata a 2 anni era del 67% (IC 95%: 60–73). Né l’età (<80, 80–90 o ≥90 anni) né la comorbidità (CIRS-G <10 o ≥10) hanno influenzato la PFS. La sopravvivenza globale (OS) aggregata a 2 anni era del 76% (IC 95%: 70–81).
  • Complessivamente, eventi di grado ≥3 si sono verificati in 45 pazienti (30%) nel Braccio A e in 54 pazienti (36%) nel Braccio B. Non sono state osservate differenze tra i gruppi di trattamento in termini di tossicità ematologica. Per quanto riguarda le infezioni, si sono verificati 11 eventi di grado ≥3 nel Braccio A (7,3%) rispetto a 19 nel Braccio B (12,7%). Tossicità gastrointestinali di grado >2 sono state registrate in 9 pazienti del Braccio B (6%) e in 5 pazienti del Braccio A (3,3%).
  • La neuropatia periferica è stata generalmente di grado 1–2 (10,7% nel Braccio A e 17,3% nel Braccio B), con solo due episodi di grado ≥3 nel Braccio B. Sono stati riportati 10 eventi avversi di grado 5: 2 nel Braccio A (infezione: 1; altro: 1) e 8 nel Braccio B (respiratori: 4; infezioni: 2; cardiovascolare: 1; sistema nervoso centrale: 1; gastrointestinale: 1).
Conclusione
  • La chemioterapia basata su rituximab e antracicline rimane lo standard di cura per i pazienti anziani e fragili con DLBCL, dimostrando risultati eccellenti con una tollerabilità accettabile. Rispetto ai dati storici ottenuti con R-mini-CHOP (Peyrade 2011), che mostravano una PFS a 2 anni del 47% e una OS del 59%, i risultati osservati nel presente studio — con una PFS aggregata a 2 anni del 67% e una OS del 76% — sono altamente incoraggianti.
  • Le complicanze infettive, la tossicità gastrointestinale e la neuropatia periferica sono risultate generalmente gestibili, e la sostituzione della vincristina con polatuzumab vedotin nel regime R-mini-CHOP non ha determinato un incremento significativo né dell’incidenza né della gravità della tossicità.