Monoterapia con sunvozertinib versus chemioterapia a base di platino come trattamento di prima linea per NSCLC avanzato con EGFR exon20ins: analisi primaria di uno studio randomizzato multinazionale di fase 3 (WU-KONG28)
John Heymach et al.
Department of Thoracic/Head and Neck Medical Oncology, Division of Cancer Medicine, The University of Texas MD Anderson Cancer Center, Houston, TX
Introduzione
- Sunvozertinib ha ottenuto l’approvazione accelerata negli Stati Uniti e in Cina per il trattamento di pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato portatori di mutazioni da inserzione dell’esone 20 del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR exon20ins) che avevano fallito una chemioterapia a base di platino, sulla base dei risultati di due studi pivotal di fase 2 a braccio singolo (WU-KONG1B [NCT03974022] e WU-KONG6).
- WU-KONG28 (NCT05668988) è uno studio confermatorio multinazionale randomizzato di fase 3 volto a confrontare sunvozertinib versus chemioterapia a base di platino come trattamento di prima linea in pazienti con NSCLC avanzato con EGFR exon20ins.
- Qui si riporta l’analisi primaria dei risultati dello studio WU-KONG28.
Metodi
- I pazienti eleggibili sono stati randomizzati con rapporto 1:1, stratificati in base allo stato delle metastasi cerebrali al basale, a ricevere sunvozertinib 300 mg una volta al giorno oppure chemioterapia (carboplatino [AUC5] e pemetrexed [500 mg/m²]) ogni 3 settimane per un massimo di 6 cicli, seguita da terapia di mantenimento con pemetrexed fino a progressione di malattia o altri criteri di interruzione.
- I pazienti nel braccio chemioterapia potevano effettuare crossover per ricevere sunvozertinib dopo progressione di malattia confermata mediante revisione centrale indipendente in cieco (BICR).
- L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS) valutata dal BICR secondo RECIST 1.1. Gli endpoint secondari includevano sopravvivenza globale (OS), tasso di risposta obiettiva (ORR), durata della risposta (DoR) e profilo di sicurezza. PFS e OS sono state analizzate utilizzando il test log-rank e il modello di Cox a rischi proporzionali. La data di cutoff dei dati era il 16 gennaio 2026.
Risultati
- Un totale di 324 pazienti è stato randomizzato a ricevere sunvozertinib (N=163) oppure chemioterapia (N=161). Le caratteristiche basali erano generalmente bilanciate tra i due bracci.
- La PFS valutata dal BICR era significativamente più lunga con sunvozertinib rispetto alla chemioterapia (mediana: 10,3 vs 7,5 mesi; hazard ratio [HR]: 0,65, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0,50–0,85, p=0,0008). Il beneficio in termini di PFS mostrava trend coerenti nei sottogruppi.
- Nel braccio chemioterapia, il 90,2% dei pazienti con progressione di malattia confermata dal BICR ha effettuato crossover per ricevere sunvozertinib. I dati di OS erano ancora immaturi. I pazienti nel braccio sunvozertinib hanno mostrato un ORR confermato più elevato (58,9% vs 31,1%) e una DoR mediana più lunga (11,2 vs 7,1 mesi).
- Il profilo di sicurezza di sunvozertinib era simile a quanto precedentemente riportato. Eventi avversi emergenti dal trattamento correlati al farmaco (TEAE) che hanno portato all’interruzione del trattamento si sono verificati nel 7,4% dei pazienti. Non sono stati riportati TEAE correlati al farmaco con esito fatale.
Conclusione
- Sunvozertinib ha dimostrato un’efficacia antitumorale significativamente superiore rispetto alla chemioterapia, con un profilo di sicurezza gestibile.
- Questi risultati supportano sunvozertinib come trattamento di prima linea per NSCLC avanzato portatore di EGFR exon20ins.